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Editoria: “puntare tutto sull’adv online? un errore strategico!”

«L’errore degli editori è stato puntare tutto sulla pubblicità, quasi che potesse esserci una quota aggiuntiva di investimenti da dedicare a internet e in particolare a chi fornisce notizie online. Non è così: nei budget degli investitori, com’è naturale, la pubblicità è stata dirottata sulla rete dalla stampa, soprattutto». Un errore strategico del passato, di fronte al quale l’editoria deve rispondere.Puntare tutto sulla pubblicita’ online? un errore strategico. Questo il pensiero che De Benedetti ha consegnato al Il Sole 24 ore.

Sinceramente lo condivido.

De Benedetti ovviamente non si ferma e usa questa occasione per parlare di Google e dello sfruttamento che Google fa dei contenuti prodotti da altri senza remunerare tale lavoro e aggiunge:”se Google accettasse di riscuotere per conto degli editori i pagamenti legati a determinati contenuti, si potrebbe cominciare a ragionare. Come si ragiona tra partner, non come i sudditi ricevuti in udienza dal sovrano» e continua chiamando a raccolta gli editori che devono superare le antiche rivalità e lavorare insieme, fare appunto sistema per contrastare i competitor globali. Competitor o meno dell’azienda per cui lavoro, gli auguro che PPN possa portare loro nuova e preziosa linfa e arricchire il mercato avvicinando all’adv online investitori che ancora spendono tutto sulla carta stampata.

Infine aggiunge che:«bisogna far sì che gli operatori di rete, le telecom, accettino di condividere con noi una quota dei loro ricavi dovuti all’accesso».

Ecco, ora sinceramente credo stia esagerando… Che le Telco ne abbiano e’ un dato di fatto ma qualcuno gli puo’ far presente che le Aziende devono cercare sostenibilita’ e successo nel loro modello di business e che imporre dazi o recriminare parte della altrui ricchezza e’ un modello poco moderno e..un errore strategico..😉

Categorie:Senza Categoria
  1. 10 marzo 2010 alle 22:08

    Io credo che l’errore strategico sia semmai investire solo sui banner online, che sono assolutamente inutili non li guarda mai nessuno. La pubblicità che rende online è di tipo ben diverso e più subdolo. Per essere “cliccati” bisogna avere un sito internet che offra contenuti e soprattutto link ad altri siti. Bisogna far sì che l’utente tenga d’occhio gli sviluppi e tutte le novità proposte. Una ditta che produce macchine fotografiche dovrebbe offrire ogni settimana nuovi tutorial su come ottenere fotografie migliori, su come creare nuovi effetti artistici, pubblicare interviste con specialisti del settore, promuovere contest e così via… L’utente così si “lega” al marchio, che diventa un marchio prestigioso e “di fiducia”. La prossima volta che dovrà comprare una fotocamera valuterà sicuramente per prima l’offerta del marchio che conosce meglio…

    • 11 marzo 2010 alle 15:15

      Ciao ConteRik, diciamo che sono completamente d’accordo con te a metà😀
      Investire tutto solo sui banners può essere sbagliato quanto non investire affatto sui banners. Non esiste una ricetta valida per tutte le azioni di comunicazione. E’ vero, ingaggiare il consumatore è importante e aiuta a costruire un rapporto con la marca più profondo e duraturo ma bisogna essere capaci di ingaggiare il consumatore nel modo giusto e nell’ottica di una reale apertura ad un rapporto e non solo in chiave di azione di marketing per ottenerne uno specifico ritorno. Io ad esempio sono affezionato alla Canon ma il motivo per cui non ho mai cambiato Brand non è stato per i tutorial, che pure ho apprezzato o per le numerose iniziative che Canon ogni anno organizza.
      L’investimento sui banners online ha valore ed efficacia come l’investimento su qualunque altro media. A fare la differenza sono gli specifici obiettivi che l’azienda si pone. Solo in funzione di questi si può discutere del ruolo e del peso che è giusto dare nel media mix alla componente Banner online e se ha senso o meno usare i banner.
      …e poi dai, l’obiettivo dei banner non può esser solo quello di attivare clicks. Come per altri media ci sono obiettivi di visibilità o di ingaggio che vanno ben oltre il dato di CTR che qualcuno a torto ancora considera indicatore d’efficacia di una campagna online. Se ti interessa, trovi qui un interessante articolo dal titolo “Validating the Quality of Digital Audience”, dai un occhio a questo doc.
      Le tecniche “per farsi cliccare” sono d’accordo sono tante ma che dire che i banners sono inutili…

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